Raccoon Music

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RACCOON MUSIC AWARD 2025/26

La finale 

12 Giugno 2026

Il sottobosco romano nasconde talenti della scena emergente tutti da scovare. Sono giovani artisti contraddistinti da un’attitudine comune: quella di chi si vuole raccontare e di chi – in un mondo in cui, con l’avvento dei social, siamo sommersi dalla musica – vuole essere scoperto a tutti i costi. È questa l’atmosfera che si respira al Monk per la finale del Raccoon Music Award, il contest che promuove il meglio della scena romana emergente under 30.

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La serata è stata strutturata come un vero e proprio festival. Per l’occasione, a partire dalle 18:30, il cortile del Monk è stato allestito con vari stand, trasformandosi nel teatro di musica live rigorosamente under 30, seguita dal dj set di Paolo Chemnitz prima dell’inizio della finale, scattata alle 21:00.

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Prima del via alla competizione, il teatro del Monk accoglie i FlowHertz che, con il loro pop-funk, scaldano il pubblico e lo fanno ballare. Le sorprese però non finiscono qui: sale infatti sul palco Ventidue, vincitrice della scorsa edizione del contest, già intervistata sulle pagine di ondarock come parte del premio della passata edizione.

A questo punto ha inizio la gara. I sette progetti in competizione – che si sono sfidati a partire da novembre superando due round al Let it Beer e le semifinali al Wishlist – si preparano ora ad affrontare un palco ancora più grande, con un set di due brani ciascuno e davanti a un pubblico di oltre 300 persone. A votarli ci pensa, insieme al pubblico, la giuria tecnica composta da:

  • Claudio Fabretti: fondatore e direttore di Ondarock.
  • Paolo Chemnitz: redattore di Ondarock, responsabile della sezione dark e dj;
  • Emanuele Forte: speaker di Radio Rock (dove conduce la trasmissione Anti-pop), dj e batterista dei The Pischellis;
  • Alessandro Guardia: fondatore dell’etichetta Alfa Music, con un catalogo di oltre 350 titoli tra jazz, pop e rock.

 La cronaca dei live

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Ad aprire le danze è Corpoceleste che, con il suo sound pop contemporaneo, affronta tematiche generazionali ed esistenziali attraverso una voce delicata e d’impatto; il pubblico lo accoglie calorosamente. È poi il turno dei Mind Your Step, una band che porta sul palco l’urban pop contraddistinguendosi per l’affiatamento e l’interplay (sono anche l’unico progetto a presentare una cover, nello specifico di Tony Pitony).

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Il palco accoglie poi Hibiscus, che fonde hip-hop e R&B con naturalezza e dimostra un’identità musicale ben definita, accompagnata da cinque musicisti (tra cui un sassofonista) che conferiscono al sound una verve decisamente jazz. A sorpresa, durante il set di Hibiscus, compare il rapper UPNEA – un altro dei progetti in gara – per un breve featuring, a dimostrazione di come durante l’anno si siano create amicizie e collaborazioni tra i ragazzi che si sono avventurati all’interno del Raccoon Music Award.

La quarta a esibirsi è BEABI, un progetto pop/R&B che si muove con naturalezza ed eleganza su sonorità calde e avvolgenti.

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Dopo una breve pausa si prosegue con gli ultimi tre progetti, che si riveleranno poi essere anche i più premiati. I Wild Mint trasportano il Monk in una dimensione più cupa e introspettiva, dove il rock sperimentale si stratifica con elementi trip-hop e shoegaze, colpendo subito il pubblico.

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Il testimone passa poi ai Make it One, con un sound che fonde rock demenziale e cantautorato. Tra riff giocosi e testi surreali, la band sprigiona un’energia acida e distorta; i tre musicisti fanno scatenare il pubblico, che si lancia anche nel pogo. L’ultimo a esibirsi è il rapper Upnea, che unisce mood urban e sperimentazione sprigionando un’energia punk, accompagnato sul palco da chitarra e batteria.

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I verdetti finali

Al termine del contest salgono sul palco i ragazzi di Febbra Rock, che offrono al loro progetto preferito, i Wild Mint, un’esibizione al Testaccio Estate durante il live del 5 luglio. Sale poi tutto lo staff sul palco ed è il momento di scoprire i vincitori dei premi della critica:

  • Premio Radio Rock (con intervista in diretta): Wild Mint e Make it One;
  • Premio Alpha Music (con mix, mastering e distribuzione di un brano presso l’etichetta): BEABI;
  • Premio secondo classificato (con produzione di un brano presso Arte 2°): Upnea.

E, infine, a vincere il Raccoon Music Award – aggiudicandosi 500 euro, un’intervista su Ondarock e il premio Saint Louis (a scelta tra una masterclass gratuita o uno sconto sulla retta universitaria) – è il rock demenziale dei Make it One.

Una serata che dimostra, ancora una volta, quanto la scena romana sia viva e pulsante.

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Articolo a cura di Elisabetta Fabretti