Raccoon Music

mind your step

RACCOON MUSIC AWARD 2025/26

Intervista ai Mind Your Step

Il countdown per la finalissima della seconda edizione del Raccoon Music Award è ufficialmente iniziato. Direttamente da Radio Rock, la nostra redattrice e conduttrice Elisabetta Fabretti ha fatto quattro chiacchiere con i Mind Your Step, uno dei progetti finalisti del Raccoon Music Award. Il prossimo 12 giugno si giocheranno il tutto per tutto sul palco del Monk di Roma per la finalissima. Ecco cosa ci hanno raccontato.

I biglietti per assistere alla finale nel teatro centrale del Monk sono già disponibili.
Per assicurarti il tuo posto ed evitare code all’ingresso, ti consigliamo di acquistarli in anticipo su
Link ai Biglietti:
i primi biglietti sono in promozione a 10€ fino al 7 di giugno, per poi passare alla seconda fascia di 12€. Se decidi di acquistarli direttamente la sera dell’evento al botteghino, il prezzo sarà invece di 15€.

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Ciao ragazzi, come state?

Mind Your Step: Bene, bene.

Prima di tutto presentatevi, chi siete e cosa fate all’interno della band?

Davide: Sono Davide e sono il chitarrista della band.

Francesco: Io sono Francesco, in arte Fraska, e sono il cantante della band.

Emanuele: Io sono Emanuele, in arte ProdByEma, e sono il tastierista della band.

Intervistatrice: Parliamo un po’ allora dei Mind Your Step. Come è nata la band?

Davide: Allora, la band in realtà è nata qualche anno fa. Abbiamo cambiato spesso formazione, infatti noi originali siamo rimasti solo io e il batterista. Ci siamo di fatto ritrovati a cambiare genere con Francesco…

Francesco: Io sono entrato un anno e mezzo fa quando appunto se n’è andata l’altra cantante della band. Cioè sono molto amico con tutti i membri della band e non è stato difficile per me ambientarmi nella band.

Com’è andata l’esperienza all’interno del contest? Siete stati definiti tra le band con i progressi più marcati.

Emanuele: È stato molto bello partecipare al Racoon perché abbiamo suonato anche in posti in cui non avevamo mai suonato.

Francesco: Abbiamo deciso di partecipare soprattutto per questo, confrontarci con un’esperienza del genere piuttosto che pensare a un ipotetico premio.

Davide: Sì, poi c’è stato un progresso di evoluzione durante questo percorso proprio perché stiamo cercando sempre di più di trovare bene il nostro focus e il nostro suono, ecco, la nostra dimensione.

Durante questo percorso avete anche introdotto il sax. Da chi è nata questa idea? Come si è evoluto anche a livello di arrangiamenti il gruppo?

Emanuele: L’idea è nata perché durante l’arrangiamento di “Bad Ending”, la canzone in cui è presente il sax, la seconda strofa era molto rappata, R&B, anche, quindi è venuto proprio naturale. Ho subito scritto il solo e l’ho mandato poi a Franco che ringraziamo molto.

Siete personalità tutte diverse, tutti molto giovani. Quali sono i vostri ascolti che vi hanno influenzato anche nell’arrangiamento dei pezzi, nella scrittura?

Davide: Siamo comunque persone che ascoltano generi molto differenti; infatti, ognuno può ecco essere fonte di grande ispirazione nel cercare di fondere le varie influenze.

Avete modificato gli arrangiamenti quando è entrato Fraska?

Davide: Sì, sì, abbiamo ripensato al modo in cui dovevamo concepire sia gli originali ma anche le cover, ci stiamo concentrando di più sulla musica italiana ad esempio.

Quali sono i vostri progetti per il futuro, anche per la finale, sapete già che pezzi portare?

Francesco: Per la finale abbiamo già un pezzo quasi pronto, molto sperimentale, abbiamo voluto osare un po’. E il secondo pezzo potrebbe essere una sorpresa.

Bene allora io vi faccio un grosso in bocca al lupo per la finale e ci vediamo allora il 12 giugno direttamente al Monk per la finalissima del Rock Music Award.

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Articolo a cura di Elisabetta Fabretti